PANDOLCE GENOVESE (BASSO)

Buon 2014!
Vorrei iniziare questo nuovo anno con una ricetta ricca e gustosa ma molto semplice da fare: un dolce “delle feste” che però, se vi piace, potrà accompagnarvi anche durante tutto l’anno!

pandolceIl pandolce è la versione Ligure/Genovese del panettone.
Ne esistono due versioni, una bassa e più semplice ed una alta e più difficile.
Quella che vi posto qui è la prima, la ricetta più semplice e veloce!
Otterrete un dolce molto compatto, friabile, una specie di grande biscotto ricchissimo al suo interno di canditi, uvetta, pinoli, molto gustoso e molto aromatico. Sarà quindi completamente diverso dal panettone “tradizionale” a cui siamo abituati (quello morbido e soffice e alto e spugnoso) che è invece ricetta tradizionale Lombarda/Milanese.

INGREDIENTI

Farina bianca 00: 300 gr
Burro: 120 gr
Zucchero a velo: 90 gr
Uova: 1 uovo medio
Uva sultanina: 280 gr
Canditi (cubetti di arancia, cedro o misti): 100 gr
Pinoli: 40 gr
Marsala: 50 gr
Semi di finocchio: 2 gr
Lievito per dolci: 8 gr

PROCEDIMENTO

1. Tostare i pinoli per qualche minuto in forno a 180° (pochi minuti, non devono colorarsi ma solo iniziare ad accennare a colorarsi).
2. Lavorare il burro (a temperatura ambiente) con lo zucchero a velo, senza montarlo ma solo lavorandolo con un cucchiaio di legno o con la frusta a foglia.
3. Aggiungere il marsala ed amalgamare [non si amalgamerà del tutto, non preoccupatevi, è normale…cercate di amalgamare il più possibile].
4. Aggiungere tutti gli altri ingredienti, compresa l’uvetta “secca” (non fatta rinvenire in acqua/liquore) e setacciando assieme la farina ed il lievito in modo che il lievito si distribuisca meglio nell’impasto. Lavorare l’impasto, con un cucchiaio di legno, amalgamando bene il tutto fino a formare una palla compatta con gli ingredienti distribuiti il più uniformemente possibile. [Non lavorate molto l’impasto, solo il tempo necessario a distribuire equamente gli ingredienti ed a creare una palla ben compatta].
5. Trasferire la palla su di una teglia (foderata con carta forno) e schiacciarla in modo che assuma una forma più piatta, sempre circolare ma invece che essere “a palla” sarà più “a disco volante” [se volete potete anche dividere l’impasto in pagnotte più piccole e seguire poi la stessa procedura, però dovete poi adattare il tempo di cottura, diminuendolo]. Per completarlo, incidere sulla superficie il classico disegno del pandolce genovese: un triangolo equilatero disegnato proprio al centro della pagnotta [o, se preferite, fate una semplice croce come ho fatto io!]

COTTURA

In forno a 180° per 30/40 minuti [vedrete la superficie che cambierà colore, dorandosi].

UTILIZZO

Va lasciato raffreddare e poi tagliato a fette, servito da solo o accompagnato con qualche crema morbida, col caffè o col liquore.
Aspettate che sia ben freddo, prima di tagliarlo, altrimenti vi si sbriciolerà tutto e non riuscirete ad avere una fetta compatta! 
Spolverandolo leggermente di zucchero a velo lo renderete esteticamente più accattivante (ma non mettete troppo zucchero a velo, altrimenti ne nasconderete la ricchezza di uvetta e canditi!).

QUANTITÀ

Una pagnotta del diametro di circa 20 cm.

NOTE

♦ Le quantità degli ingredienti non sono casuali e sono, anzi, fondamentali.
Anche questo è un dolce che può essere modificato e personalizzato a piacere, aggiungendo o togliendo o modificando parte degli ingredienti (in origine, ad esempio, si usava l’olio al posto del burro) ma bisogna stare bene attenti alle modifiche che si fanno perché il gusto ne risente molto e rischiate di passare da un dolce “buono, leggero, equilibrato, piacevole” ad un dolce “pesante, unto, disarmonico”!
E ve lo dico per esperienza: il primo pandolce che ho assaggiato aveva dosi completamente diverse da queste e non mi è piaciuto per niente, tanto che per anni ho associato il pandolce ad un “dolce schifo”. Poi ho provato queste dosi, e mi sono ricreduta!
♦ Questo è un dolce che, invecchiando, migliora. Sia nel gusto che nella consistenza.
Non vi preoccupate quindi se, tagliandolo dopo 2 ore che l’avete tirato fuori dal forno, vi sembrerà poco compatto e con i gusti poco amalgamati. Fate passare una notte e sarà già perfetto!
♦ Come già detto, è un dolce asciutto, un po’ “biscottoso”, e quindi l’abbinamento migliore è con:
– una crema morbida e soffice dal gusto molto leggero (perché il pandolce è già molto gustoso di suo): una crema pasticcera molto leggera o una crema con panna e mascarpone, ad esempio;
– un liquore dolce, come può essere un rosolio o un vino liquoroso;
– il caffè (o, se a colazione, anche il tè o il cappuccino!).
♦ L’uvetta va aggiunta così, “asciutta”, senza farla rinvenire in acqua calda o liquore (sembrava strano anche a me, ma vi assicuro che funziona!).

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